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Che cos'è vero senza poterlo provare?

Scritto il 28 Gennaio 2009 alle ore 18:44:56 da effekap

Nel 2005, Edge, il mitico sito promosso da John Brockman, lanciò in rete questa domanda: Che cosa credete sia vero anche se non ne avete le prove? Al dibattito parteciparono oltre 120 intellettuali della cosiddetta terza cultura. Gli stimoli emersi negli scritti di chi vi partecipò sono notevoli. In Italia, il Sole-24 Ore (vedi Domenicale del 16 gennaio 2005) provò a rilanciare il quesito. Si originò un dibattito di cui però non è rimasta traccia.
Altrestorie ha deciso di riprendere gli ultimi 3 anni di domande, curiosità, iniziative   promosse da Edge, cominciando proprio da questo tema, e proponendo ai lettori e agli amici del blog di rispondere al quesito inviando un loro post o commentando qui sotto.

Per agevolare e sollecitare la discussione, ecco come all'epoca risposero (in sintesi) lo scrittore Ian McEwan, il biologo Craig Venter (ha realizzato la mappatura completa del genoma umano), lo psicologo David Buss (autore di The Dangeorus passion).
 

McEwan: "Ciò che credo ma non posso dimostrare è che nessuna parte della mia coscienza sopravviverà alla mia morte (...) Molti riterranno questa premessa un dato di fatto, vero, ma non significativo. Eppure è cruciale nel dividere il mondo, e danni immensi sono stati arrecati al pensiero e alle persone da chi è certo che una vita c'è, una vita migliore e più importante, altrove. Invece, la sua breve durata e la coscienza come dono casuale di un cieco processo rendono la nostra esistenza  ancora più preziosa e la nostra responsabilità verso di essa ancora più profonda".

J.Craig Venter: "La vita è onnipresente nell'universo. Sul nostro pianeta è molto probabilmente il risultato di un evento di panspermia. Il Dna, l'Rna e la vita basata su carbonio si troveranno ovunque troveremo acqua e cercheremo con gli strumenti giusti. Riuscire a dimostrare come avvenga la vita dipenderà dalla nostra capacità di migliorare i sensori a distanza e di visitare sistemi lontani (...). La nostra visione umanocentrica della vita è chiaramente immotivata. Dai milioni di geni che abbiamo appena scoperto sappiamo che un numero finito di temi ricorrono di continuo, magari evoluti a partire da pochi microbi giunti su un meteorite o sulla polvere intergalattica. La panspermia è il modo in cui la vita si diffonde nell'universo e noi della Terra ci contribuiamo lanciando miliardi di microbi nello spazio".

David Buss: "Il vero amore. Ho passato due decenni a studiare l'accoppiamento umano. Ho scoperto i modi sorprendentemente creativi in cui uomini e donne si illudono e manipolano a vicenda (...), ma mentre esploravo le buie pieghe dell'accoppiamento umano, ho mantenuto salda la fede nel vero amore. L'amore è diffuso, il vero amore è raro e penso che poca gente sia così fortuata da farne l'esperienza. (...) Il vero amore sceglie la propria via in un territorio privo di mappe. Non conosce barriere, ostacoli, confini. E' difficile da definire, sfugge ai moderni sistemi di misura e scientificamente woolly. Ma so che il vero amore esiste. Solo che non lo posso provare".
 

 

 

 

 

Tag: Craig Venter, David Buss, genoma umano, Ian McEwan, panspermia, vero amore, vero e non vero,